Il lato positivo di un mal di testa. Non riuscendo a connettere, ma volendo lo stesso lavorare questa mattina ho curiosato negli archivi digitali dell’agenzia è ho trovato un “pezzo” sull’empatia scritto da Alice, mia precedente collaboratrice. Mi ha accarezzato il cuore.  Grazie Alice.

Potrei fare diversi esempi di come l’empatia mi abbia aiutato a trovare un varco in situazioni che mi sembravano delle porte sbarrate. Mi ha permesso di capire e trovare un vissuto comune in persone diversissime da me e ogni giorno mi spinge oltre i miei limiti, aiutandomi a capire le difficoltà e le preoccupazioni degli altri.

Tra le conquiste più importanti che ho ottenuto grazie all’empatia, c’è il mio lavoro. Quando sono andata a fare il colloquio, quasi nessuno pensava che l’avrei ottenuto. “Hanno bisogno di una persona sveglia”, mi hanno detto, consapevoli della mia fama di ragazza tranquilla. Quando sono arrivata mi sono ritrovata in un ufficio luminoso con una donna alla mano. Iniziamo a parlare: sono in linea con il tema del progetto, però forse ho un punto di vista un po’ diverso. Che faccio?

Sto in silenzio e ascolto la persona che ho di fronte, che mi parla della sua vita e della sua esperienza, di com’è nato il progetto. E mi dà tutti gli elementi per capire il suo, di punto di vista. Siamo su due binari diversi, ma paralleli. Abbiamo esperienze e anche opinioni diverse, ma possiamo usarle per far crescere questo progetto. Ci guardiamo e capiamo di esserci capite. Inizierò lunedì.